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La resa termica

Capacità di scambio delle sonde geotermiche

Il sottosuolo riveste un ruolo fondamentale nella definizione della capacità di scambio delle sonde geotermiche: la successione stratigrafica e l’eventuale presenza di acquiferi sono gli elementi che maggiormente influiscono e che devono essere necessariamente ben conosciuti per poter progettare correttamente un dispositivo di sonde geotermiche in grado di fornire la potenza termica e frigorifera richiesta da un edificio.
Le sonde geotermiche scambiano una determinata quantità di energia, “termica” o “frigorifera”, per ogni metro di lunghezza: maggiore è la conducibilità termica del terreno, maggiore è la quantità di energia scambiabile.

Sottosuolo Rendimento indicativo
Argille e limi asciutti 20 W/m
Ghiaie e sabbie asciutte 30 W/m
Argille e limi saturi 30 – 40 W/m
Sabbie e limi saturi 40 – 50 W/m
Ghiaie e sabbie sature 55 – 65 W/m
Rocce calcaree, arenarie 50 – 60 W/m
Arenaria 55 – 65 W/m
Granito, Gneiss, Basalti 60 – 70 W/m

Il concetto di “capacità di scambio in watt/metro” è solo una semplificazione che consente di predimensionare un impianto geotermico, mentre il dimensionamento esecutivo, soprattutto di impianti con potenza superiore ai 30 kW, deriva da prove specifiche di Thermal Response Test e da Simulazioni Dinamiche (E.E.D.), con le quali vengono modellati il comportamento stagionale dell’edificio da climatizzare e il funzionamento delle sonde geotermiche, controllando che le temperature del fluido termovettore e del sottosuoo restino entro i limiti di accettabilità.

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